sabato 18 agosto 2012

Il fallimento e l'umiltà di Valentino Rossi

Il giudizio di Casey Stoner è acido, impietoso ma in sostanza corretto: Valentino Rossi alla Ducati ha fallito. Non potrebbe essere valutata altrimenti la prestazione di un nove volte campione del mondo che dopo aver guidato per due anni la stessa moto non ha mai vinto un gran premio e ottenuto la miseria di due podi.
Ma è lo stesso Valentino ad ammettere l'insuccesso affermando essere dispiaciuto nel non essere riuscito ad andare forte con la ducati. Le confessioni del pilota di Tavullia non si fermano qui: emergono le incertezze dell'uomo che ritorna in Yamaha per capire se è ancora "capace di guidare", e riconosce a Lorenzo il ruolo di numero uno del team. Un bagno di umiltà necessario, ma che non è facile vedere che un campione dal suo passato glorioso riconosca i limiti del presente. Anche per questo Valentino è stato un fuoriclasse del motociclismo e comunque vada il suo ritorno il Yamaha gli andrà riconosciuto l'onore delle armi

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