giovedì 9 agosto 2012
Con Fabrizio Donato bronzo nel triplo gioisce l'atletica italiana dopo il baratro del caso Schwazer
Tutti gli sport olimpici meritano rispetto e considerazione,ma non vi è dubbio che nell'atletica le medaglie abbiano un peso particolare. Nelle regina dei giochi si compete al massimo livello con tutti i Paesi di tutti i contineti che possono veramente dire la loro. Eccomi dunque a celebrare il bel bronzo di Fabrizio Donato nel salto triplo che certamente non copre la mediocrità della nostra atletica ma almeno regala una bella gioia agli appassionati dopo lo schocl del caso Schwazer e sopratutto ripaga un atleta serio che ha svolto la sua più che decennale attività con costante dedizione nonostante gli alti e bassi di infortuni e con prestazioni non sempre all'altezza delle possibilità. Le qualità Fabrizio le aveva mostrate sin dal lontano 2000 quanod durante la notturna di Milano saltò 17,60 m che resta tutt'oggi il primato italiano all'aperto. Che questa fosse l'annata giusta per raccogliere finalmente quanto seminato lo si era capito con la vittoria agli europei di Helsinki con un un 17 63 ventoso e un 17, 53 con vento regolare. Nella finale olimpica il 36 enne frusinate è stato autore di una serie di salti di altissimo livelli culminati nel 17,48m del quarto turno che gli hanno vlaso il piazzamento dietro ai due favoriti americani. Oro a Chris Taylor che dopo due nulli riesce a pizzare prima un salto di sciurezza che gli vale la finale e quindi il 17,81m della vittoria; argento a Will Claye con 17,62m. Se Donato rappresenta il presente, Daniele Greco è il futuro della specialità per l'Italia: a soli 23 anni l'atleta di Nardò ottiene un ottimo quarto posto finale con 17,34 m al secondo turno che non è riuscito a migliorare anche a causa del sopraggiungere di crampi, frutto probabilmente di un eccesso di tensione nervosa. Il talento di Daniele è induscutibile e se riuscirà a vivere la competizione con meno ansia, nei prossimi anni potrà prendersi grandi soddisfazione
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