lunedì 2 agosto 2010

Dagli europei di Barcellona segnali di risveglio per l'atletica italiana


L'atletica azzurra chiude gli Europei di Barcellona con un bilancio di quattro argenti e due bronzi. E' mancato il grande acuto ma si tratta comunque di un piccolo passo in avanti rispetto al disastro dello scorso mondiale di Berlino sopratutto perché gli atleti italiani hanno lottato e salvo alcune controprestazioni sono spesso riusciti a migliorare i propri personali. La medaglia tecnicamente più significativa è l'argento della 4X100: Donati, Collio, Di Gregorio e Checcucci contendono sino all'ultimo la vittoria ai favoritissimi francesi e grazie a una assoluta precisione nei cambi con il tempo di 38''17 migliorano di 20 centesimi il primato nazionale di Tilli, Simionato, Pavoni e Mennea. Ma anche il secondo posto del capitano Vizzoni nel martello è di grande rilievo tecnico perchè ottenuto in una specialità prettamente europea. L'argento di Simona La Mantia nel salto triplo è un premio a un atleta colpita da infortuni in serie che sembravano averne compromesso la resa ad alti livelli: il salto di 14, 56 m a soli 12 cm dal suo primato personale dà speranza per il pieno recupero di questa talentuosa atleta. Con ben altro spirito è stata accolto il secondo posto di Alex schwazer nella 20 Km di marcia: il risultato è di grande prestigio ma ciò che preoccupa e la reazione di scoramento manifestata dall'altoatesino dopo il ritiro dalla 50 Km, gara in cui era grande favorito da campione olimpico in carica. Schwazer ha dichiarato di non divertirsi più e di non riuscire a reggere la fatica. Per lui il malessere appare sopratutto psicologico e questo ne rende assai difficile il recupero completo. Il bronzo di Daniele Meucci nei 10000 metri è un piccolo segnale incoraggiante per un recupero del mezzofondo dopo anni di smobilitazione totale: occorre non illudersi però perché la gara è stata di modesto livello tecnico in un settore in cui l'Europa da tempo ha ceduto il passo all'Africa e il lavoro da fare per tornare competitivi resta enorme. Il terzo posto della Incerti nella maratona femminile è il premio di una gara condotta con caparbietà in condizioni di caldo proibitive. Anche in questo caso il panorama globale è ben più probante ma il risultato potrà dare lancio verso Londra 2012 a un atleta seria e costante nel pieno della su maturità agonistica.
Spiace per Antonietta di Martino che non è riuscita ad esprimersi nell'altro condizionato da un fastidioso problema alla caviglia. E il quinto posto Andrew Howe può apparire un passo indietro per un atleta che si presentava da campione uscente ma l'essere riuscito a oltrepassare più volte la barriera degli 8 metri in gara deve essere considerato un successo recentemente operatosi al tendine d'Achille.

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