martedì 31 luglio 2012

Londra 2012: Federica Pellegrini giù dal podio anche nei 200 stile. Le cause di un flop olimpico

Federica Pellegrini

Un martedì nero per il nuoto azzurro alle Olimpiadi. Dotto e Magnini faliscono il passaggio alle semifinali nei 100 stile libero e la Fede nazionale finisce soltanto quinta anche nella finale dei 200 s.l.
Un'Olimpiade stregata per Pellegrini che non è mai entrata in gara: passata lenta come suo solito nei primi 50, non è riuscita a produrre la conseutta accellerazione in progressione nella vasche centrali giungendo sesta alll'ultima virata e chiudendo quinta con un per lei modesto 1'56''73 nettamente distanziata dall'oro dell'americana Alison Schmitt (1'53"61). Argento alla francese Muffat (1'55"58) mentre l'australiana Barratt (1'55"81) si issava sul gradino più basso del podio.
Nessuno può togliere a Federica quanto di straordinario ha fatto in questi anni ma è giusto rilevare che il cambiamento rivoluzionario nella guida tecnica fatto proprio nell'anno olimpico non ha pagato: una scelta su cui in tempi non sospetti si erano avanzate molte perplessità.
Mi sembra opportuna la decisione di staccare per un anno dagli impegni più importanti in modo da ricaricare le pile. Bisogna però essere consapevoli che il meglio Federica probabilmente l'ha già dato: a Rio de Janeiro avrà 28 anni, un'età già avanzata per il nuoto in cui c'è il rischio di perdere in velocità per acquisire qualcosa in resistenza. Perciò non sarebbe male pensare a concentrare le forze più verso i 400, usando invece come gara d'appoggio per la preparazione i 200 dove già adesso la migliore Pellegrini paga almeno quasi due secondi dalla Schmitt e un secondo dalla Muffat, entrambe assai più giovani e rampanti di lei.

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