lunedì 14 maggio 2012

Lo scudetto della Juve, nel segno di Conte e Pirlo. Le contraddizioni di Andrea Agnelli

I protagonisti dello scudetto 2011-12 della Juventus sono il suo allenatore Conte che ha restituito alla squadra identità determinazione che dopo Calciopoli sembravano perdute, e il suo regista Pirlo, perno imprescindibile di un centrocampo che con Marchisio e Vidal si è distinto per qualità e impressionante costanza di rendimento, testimoniato anche dall'imbattibilità mantenuta per tutto il campionato, un record per il torneo a 20 squadre.
Per quanto scioccante per i tifosi anche la scelta di Andrea Agnelli di annunciare l'addio di Del Piero a fine stagione ha contribuito a gettare le basi del successo, responsabilizzando i giocatori e togliendo all'allenatore il problema dell'eccessivo riguardo verso una bandiera oramai sul punto di essere ammainata.
Assurdo invece cercare di ridare dignità a un passato impresentabile: la terza stella è una pura illusione, gli scudetti sono stati tolti perchè il suo dirigente più importante Moggi ha cercato di condizionare designatori e arbitri e le sue malefatte sono state riconosciute anche dalla giustizia penale. Gli juventini se vogliono guardare con nostalgia a quelle vicende si fanno solo del male, anche perchè il futuro promette di regalare parecchie soddisfazioni

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