La vittoria al Giro d'Italia di Ryder Hesjedal è una clamorosa sorpresa. Prima del successo nella corsa rosa questo canadese trentaduenne poteva vantare nel suo palmares come risultati più prestigiosi un sesto posto al Tour e un secondo posto all'Amstel Gold Race del 2010. Trionfo comunque meritatissimo perchè contro ogni pronostico ha saputo resistere agli attacchi in montagna dei più blasonati avversari per poi sferrare il colpo decisivo nella cronometro finale di Milano. Appena sedici secondi lo separano dallo spagnolo Joaquin Purito Rodriguez che resta comunque uno dei pochi corridori in grado di essere protagonista sia nelle corse di un giorno che nelle corse a tappe. Terzo in generale un'altra sorpresa, il belga de Gendt, autore con la vittoria solitaria dello Stelvio, dell'impresa più spettacolare del Giro
Il grande sconfitto è Ivan Basso che ha impostato la corsa facendo imporre alla sua squadra un ritmo indiavolato salvo poi non avere le gambe per fare la differenza. Forse il corridore varesino comincia a sentire il peso dei suoi 34 anni ma aspetterei a darlo per finito poichè se è vero che non è riuscito a fornire l'acuto tuttavia non è andato incontro a un crollo verticale , concludendo con un onorevole quinto posto in classifica generale. L'altro italiano candidato alla vittoria, Michele Scarponi, nonostante la generosità con cui cercava costantemente di attaccare si è dovuto accontentare del quarto posto in classifica: gli è mancata la condizione dell'anno scorso e la convivenza in squadra con Cunego, anch'egli spesso all'attacco e sesto finale, si è rivelata non producente.
lunedì 28 maggio 2012
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