I risultati degli europei di nuoto preolimpici vanno sempre presi con le molle perchè alcuni atleti di punta tendono a snobbarli concentrandosi sull'imminente appuntamento a cinque cerchi. Ma il lusinghiero bottino di 18 medaglie ( di cui 6 d'oro) conseguito dalla squadra azzurra alla rassegna di Debrecen testimonia comunque delle crescita complessiva del movimento natatorio italiano, riassumibile nelle medaglie delle due staffette miste ( oro per gli azzurri , argento per le ragazze). Proprio il 3'32''80 dei ragazzi della mista assieme al 14'48'' di Gregorio Paltrinieri nei 1500 sono i risultati cronometricamente più rilevanti in vista di Londra.
Ma la squadra si è dimostrata solida in tutti i suoi elementi e non solo nelle punte più celebrate, con in particolare l'esplosione a livello internazionale di Arianna Barbieri ( argento) nel dorso, Matteo Rivolta ( bronzo) nel delfino e Mattia Pesce nella rana.
Unica nota stonata la controprestazione di Alessia Filippi nei 200 dorso, apparsa scarica mentalmente e fisicamente dopo gli incoraggianti progessi primaverili che l'avevano portata a strappare il pass olimpico. Qualche preoccupazione desta anche la crisi accusata da Federica pellegrini il giorno dopo il successo nei 200, quando non è riuscita a raggiungere nemmeno la finale sui 400: l'Italia del nuoto incrocia le dita e spera che si sia trattato solo di un episodio momentaneo di stanchezza. Da non replicare comunque nella piscina londinese.
lunedì 28 maggio 2012
Il trionfo contro pronostico di Hesjedal al Giro. La sconfitta degli italiani
La vittoria al Giro d'Italia di Ryder Hesjedal è una clamorosa sorpresa. Prima del successo nella corsa rosa questo canadese trentaduenne poteva vantare nel suo palmares come risultati più prestigiosi un sesto posto al Tour e un secondo posto all'Amstel Gold Race del 2010. Trionfo comunque meritatissimo perchè contro ogni pronostico ha saputo resistere agli attacchi in montagna dei più blasonati avversari per poi sferrare il colpo decisivo nella cronometro finale di Milano. Appena sedici secondi lo separano dallo spagnolo Joaquin Purito Rodriguez che resta comunque uno dei pochi corridori in grado di essere protagonista sia nelle corse di un giorno che nelle corse a tappe. Terzo in generale un'altra sorpresa, il belga de Gendt, autore con la vittoria solitaria dello Stelvio, dell'impresa più spettacolare del Giro
Il grande sconfitto è Ivan Basso che ha impostato la corsa facendo imporre alla sua squadra un ritmo indiavolato salvo poi non avere le gambe per fare la differenza. Forse il corridore varesino comincia a sentire il peso dei suoi 34 anni ma aspetterei a darlo per finito poichè se è vero che non è riuscito a fornire l'acuto tuttavia non è andato incontro a un crollo verticale , concludendo con un onorevole quinto posto in classifica generale. L'altro italiano candidato alla vittoria, Michele Scarponi, nonostante la generosità con cui cercava costantemente di attaccare si è dovuto accontentare del quarto posto in classifica: gli è mancata la condizione dell'anno scorso e la convivenza in squadra con Cunego, anch'egli spesso all'attacco e sesto finale, si è rivelata non producente.
Il grande sconfitto è Ivan Basso che ha impostato la corsa facendo imporre alla sua squadra un ritmo indiavolato salvo poi non avere le gambe per fare la differenza. Forse il corridore varesino comincia a sentire il peso dei suoi 34 anni ma aspetterei a darlo per finito poichè se è vero che non è riuscito a fornire l'acuto tuttavia non è andato incontro a un crollo verticale , concludendo con un onorevole quinto posto in classifica generale. L'altro italiano candidato alla vittoria, Michele Scarponi, nonostante la generosità con cui cercava costantemente di attaccare si è dovuto accontentare del quarto posto in classifica: gli è mancata la condizione dell'anno scorso e la convivenza in squadra con Cunego, anch'egli spesso all'attacco e sesto finale, si è rivelata non producente.
lunedì 14 maggio 2012
Lo scudetto della Juve, nel segno di Conte e Pirlo. Le contraddizioni di Andrea Agnelli
I protagonisti dello scudetto 2011-12 della Juventus sono il suo allenatore Conte che ha restituito alla squadra identità determinazione che dopo Calciopoli sembravano perdute, e il suo regista Pirlo, perno imprescindibile di un centrocampo che con Marchisio e Vidal si è distinto per qualità e impressionante costanza di rendimento, testimoniato anche dall'imbattibilità mantenuta per tutto il campionato, un record per il torneo a 20 squadre.
Per quanto scioccante per i tifosi anche la scelta di Andrea Agnelli di annunciare l'addio di Del Piero a fine stagione ha contribuito a gettare le basi del successo, responsabilizzando i giocatori e togliendo all'allenatore il problema dell'eccessivo riguardo verso una bandiera oramai sul punto di essere ammainata.
Assurdo invece cercare di ridare dignità a un passato impresentabile: la terza stella è una pura illusione, gli scudetti sono stati tolti perchè il suo dirigente più importante Moggi ha cercato di condizionare designatori e arbitri e le sue malefatte sono state riconosciute anche dalla giustizia penale. Gli juventini se vogliono guardare con nostalgia a quelle vicende si fanno solo del male, anche perchè il futuro promette di regalare parecchie soddisfazioni
Per quanto scioccante per i tifosi anche la scelta di Andrea Agnelli di annunciare l'addio di Del Piero a fine stagione ha contribuito a gettare le basi del successo, responsabilizzando i giocatori e togliendo all'allenatore il problema dell'eccessivo riguardo verso una bandiera oramai sul punto di essere ammainata.
Assurdo invece cercare di ridare dignità a un passato impresentabile: la terza stella è una pura illusione, gli scudetti sono stati tolti perchè il suo dirigente più importante Moggi ha cercato di condizionare designatori e arbitri e le sue malefatte sono state riconosciute anche dalla giustizia penale. Gli juventini se vogliono guardare con nostalgia a quelle vicende si fanno solo del male, anche perchè il futuro promette di regalare parecchie soddisfazioni
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