E' normale che in un mondiale per velocisti vinca lo sprinter più forte: Mark Cavendish. Non dovrebbe essere normale vedere la nazionale azzurra così giù con il migliore ;italiano ( Bennati) solo 14°. In realtà la mediocrità è una condizione che da tempo caratterizza il ciclismo italiano che non vince una classica di coppa del mondo da tre anni. L'amara verità è che i nostri non sono competitivi nè su tracciati semplici nè su quelli selettivi. Inglesi e australiani che fino a dieci anni fa erano relegati a comparse ora sono i dominatori ( secondo è arrivato il canguro Matthew Goss): sarebbe opportuno fare un bagno di umiltà e cercare di imparare qualche loro segreto.
La spedizione azzurra a Copenhagen è salvata dalle donne che da tre anni monopolizzano l'iride: Giorgia Bronzini ha confermato il suo titolo, pilotata in volata da una splendida Monia Bacaille e assistita a dovere da tutta la squadra. A differenza dei maschi, la azzurre avevano le qualità e lo spirito giusto per agguantare il trionfo.
domenica 25 settembre 2011
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