lunedì 18 luglio 2011

Valentino e la Ducati a fondo. Di chi è la colpa?

Arrivati al giro di boa lo si può dire: l'unione tra Valentino e la Rossa sinora non funziona per niente. In nove gare un solo podio a Le Mans per lo più ottenuto grazie alla sportellate che si erano dati Pedrosa e Lorenzo. Mai cosi male  Rossi e la Rossa. Quando le cose cose vanno così a rovescio difficile pensare che la colpa sia solo di uno dei due. Il week-end del Sachsering è lo specchio della stagione del Dottore: qualifiche in un cui non si cava un ragno dal buco, premessa di una gara passata ad arrancare nelle retrovie. Risultato finale: nono posto battuto in volata da Bautista e Hayden, due onesti centauri non certo dei fenomeni. Va bene, la moto non sarà il massimo ma farsi dare la paga dalla Suzuki e dal compagno di squadra significa che qualcosa non va nella testa e nel manico del pilota. E poi Valentino perde anche nel copro a corpo, sua antica specialità.
Vale è l'uomo che sussurrava alle moto: nella sua prima gara in Yamaha a Welkom nel 2004, batte l'odiato Biaggi e si ferma a baciare la livrea della sua M1. La Ducati invece è un cavallo perennemente bizzoso, poco sensibile a simili carinerie. Per lei ci vuole un pilota domatore alla Capirossi dei tempi d'oro o alla Stoner.
In una coppia con caratteri così diversi uno dei due dovrebbe adattarsi: ma nè il Dottore nè la Rossa sembrano tipini da compromessi

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