domenica 31 luglio 2011

Danimarca, Repubblica Ceca e Bulgaria: per gli azzurri di Prandelli un girone mondiale ostico

Danimarca, Repubblica Ceca, Bulgaria, Armenia e Malta: non credo che il girone mondaile sia stato così benevolo con gli azzurri come i commenti della stampa indicano. La Danimarca è una squadra abituata alle competizini importanti con giocatori importanti ( Kjaer, Poulsen Bendtner); la repubblica ceca ha uno dei migliori portieri al mondo ( Cech), un attaccante che si esalta con la maglia della nazionale ( Baros) e un gruppo nel complesso molto solido. La Bulgaria ha Bojinov e Berbatov in attacco. In poche parole per la banda Prandelli la qualificazione bisognerà sudarsela ed arrivare primi nel girone non sarà semplice

sabato 30 luglio 2011

Gli azzurri della pallanuoto mondiali. Luca Dotto argento nei 50 stile libero


L'Italia della pallanuoto a Shagnhai è tornata settebello e si laurea campione del mondo, un alloro che mancava da Roma 1994. Era la squadra guidata da Ratko Rudic e che aveva i suo pilastri in acqua in Sandro Campagna e carlo Silipo. 17 anni dopo Campagna ha preso il posto che fu di Rudic e Carlo Silipo è il suo vice e hanno riportato la nazionale ai fasti che li spettano per blasone. I giocatori hanno risposto con tanto carattere, necessario per battere 8-7 lo squadrone serbo. Se tutta la squadra Il portiere Tempesti è però l'eroe del giorno in virtù dei due rigori parati nel momento più delicato dell'incontro. il centroboa Aicardi ha realizzato tre reti; di Felugo il goal decisivo.
Grande determinazione aveva mostrato in piscina anche Luca Dotto , che agguantava un'insperata medaglia d'argento nei 50 s.l. facendo il suo personale con 21"90. Dopo la Pellegrini e Scozzoli un altra freccia che colèpisce il bersaglio grosso nella faretra del nuoto azzurro, pronta a scoccare nuovamente a Londra 2012.

giovedì 28 luglio 2011

Federica Pellegrini e Fabio Scozzoli fanno il bis mondiale a Shanghai

L'Italia del nuoto si regge su due pilastri: Federica Pellegrini e Fabio Scozzoli. Fede nei 200 s.l. doppia il successo dei quattrocento e ripete il capolavoro di Roma 2009. E' la prima nuotatrice della storia a realizzare la doppietta in due mondiali consecutivi.  nei 200 la distanza tra lei è le altre e meno ampia che nei 400 e la differenza l'ha fatta sopratutto la testa: la sua avversaria principale l'olandese Heemskerk aveva realizzato in semifinale un tempo ( 1'55''54) che se ripetuto gli avrebbe garantito l'oro ma è evaporata nella finale finendo settima.
Gli atleti non sono computer e le controprestrazioni sono sempre dietro l'angolo. Non ha di questi problemi Fabio Scozzoli che ha la caratteristica di migliorarsi costantemente e sopratutto nei momenti im portanti: nella finale dei 50 rana doppia l'argento dei 100 anche in questo caso con record italiano (27''17)

lunedì 25 luglio 2011

Nuoto: Scozzoli argento nei 100 rana ai mondiali di Shanghai


Fabio Scozzoli conquista la medaglia d'argento nei 100 rana ai mondiali di Shanghai. Il tempo di 59''42 non solo migliora di quattro decimi il suo precedente primato personale ma rappresenta la terza prestazione all time con costume tradizionale. Una prestazione che proietta Scozzoli nell'olimpo della specialità con ottime prospettive per i giochi Olimpici di Londra vista la crescita costante e la solidità mentale sinora dimostrata dal ragazzo. Scozzoli nasce come cinquantista ma è stata nella seconda vasca che ha compiuto il suo capolavoro, non perdendo quasi nulla dal vincitore, il norvegese Dahle Oen (58''71): infatti ai primi cinquanta l'atleta romagnolo aveva virato terzo con 62 centesimi di ritardo dalla testa.

domenica 24 luglio 2011

Federica Pellegrini mondiale nei 400 s.l a Shanghai. Una regina solitaria del nuoto azzurro


Strepitosa Federica Pellegrini: con l'eccezionale tempo tempo di 4'01''97  conferma a Shanghai il titolo mondiale di Roma nei 400 s.l, stracciando le avversarie: la seconda, l'inglese Adlington arriva staccata di oltre 2''. L'atleta veneta interpreta questa gara in negative split: i primi 200 metri in controllo per poi dare l'accelerazione fatale nel terzo cento e distendersi irresitibile nel finale. Godiamoci le imprese di questo monumento dello sport nazionale , nella consapevolezza che putroppo dietro di lei il nuoto femminile azurrro, complice l'eclissi di Alessia Filippi, fa molta fatica. Manca il movimento delle nuotatrici azzurre, un qualcosa che somigli all'Olanda: un paese di 6 milioni di abitanti capace di costruire una staffetta 4x100 s.l mondiale ( tempo 3'33''96) che si mette dietro gli squadroni americano e tedesco. L'Italia in questa specialità non è riuscita nemmeno a presentare la staffetta.


P.S: ottimi risultati tra i maschi sono venuti da Scozzoli, terzo nella semifinale dei 100 rana con record italiano, e dalla staffetta 4x100 s.l. con il quarto posto in finale e il pass per Londra in cassaforte

Evans vola in giallo verso Parigi

Era il giorno decisivo e Cadel Evans  ha risposto presente con una grande cronometro ( secondo solo dietro allo specialista Martin). Se non ci si mette di mezzo la sfiga, Parigi in giallo è sua. Dopo due Tour persi stavolta le lancette dell'orologio gli sono state amiche. La prestazione di Andy Schleck ( 17° a  2'38'') è stata nella norma per i suoi standard contro il tempo. Ma contro l'Evans di oggi neanche una performance super gli sarebbe stata sufficiente.
Nota sugli italiani: Cunego lentissimo nella conometro si è fatto superare in classifica generale da Contador ( prevedibile) e Samuel Sanchez ( meno pronosticabile): concluderà settimo, un posto davanti a Basso, deludente anche in questa tappa.

P.S: ho seguito la tappa su Raisport 2 ed è sempre un piacere ascoltare le lucide analisi di Franco Cribiori, grande conoscitore di ciclismo e ciclisti.

sabato 23 luglio 2011

Rolland trionfa all'Alpe d'Huez. Il giallo di Andy Schleck e il coraggio di Contador

Il francese Rolland conquista l'Alpe d'Huez, ma il vero protagonista della tappa è stato Alberto Contador. Lo spagnolo ha provato a ribaltare il Tour attaccando a inizio tappa sul Col du Telegraphe e portandosi dietro Andy Schleck. I due si facevano tutta la tappa in fuga , compresa la seconda ascensione del Galibier ( dopo quella di ieri), ma venivano ripresi in pianura dal gruppetto trainato da un tenacissimo Cadel Evans. Contador non si dava per vinto e, nonostante la fatica, con grande coraggio tornava a scattare sulle prime rampe dell'Alpe, ma doveva arrendersi alla fatica e al ritporno di Samuel Sanchez e di Rolland che lo riprendevano e staccavano a pochi chilometri  dal traguardo.
E' finito il sogno in giallo di Voeckler che ha preteso troppo da se stesso cercando di rientrare tutto solo su Contador e Schleck, ma finendo per scoppiare. Basso, in constante affanno, si è staccato sul Galibier, e ha perso ulteriore tempo in classifica. Invece Cunego è stato pimpante ed è arrivato al traguardo con Evans e Andy Schleck. Il più giovane degli Schleck è la nuova maglia gialla e nella cronometro di Grenoble dovrà difendere  57 secondi di vantaggio su Evans , molto più forte di lui contro il tempo.

venerdì 22 luglio 2011

Andy Schleck re del Galibier. Crolla Contador

Andy Schleck prende il coraggio a due mani: scatta sull'Izoard a 60 km dal traguardo e si aggiudica la tappa in cima al Galibier con due minuti di vantaggio sugli altri uomini di classifica. Un'impresa da ciclismo eroico che non gli sarà però sufficiente a conquistare la maglia gialla. Resiste al comando il sempre più stupefacente Voeckler; crolla invece Contador che sul Galibier si becca quattro minuti da Schleck. Basso non può ormai più vincere questo Tour: ha perso l'attimo giusto quando è partito Schleck e sul Galibier è rimasto a ruota. Evidentemente non ha le gambe per fare di più. Tiene bene Cunego che è risalito in classifica generale.
Quasi tutto il lavoro tra gli inseguitori l'ha fatto Cadel Evans: l'australiano è quarto a poco più di un minuto dalla testa, ma è nettamente il più forte a cronometro: diventa lui il naturale favorito per il successo finale.

giovedì 21 luglio 2011

Un omuncolo chiamato Andrea Mandorlini

Mandorlini è stato un mediocre da giocatore e da allenatore. Alla presentazione della nuova stagione dell'Hellas Verona con la sua penosa esibizione fatta di  insulti agli avversari sconfitti  ( la Salernitana) e cori razzisti ( "ti amo terrone")  ha dimostrato di esser un ben misero omuncolo.

lunedì 18 luglio 2011

La Coppa America boccia Argentina e Brasile. Messi ennesimo flop in nazionale

Coppa America: fuori Argentina e Brasile ai quarti, le superpotenze calcistiche del continente.  Messi, Higuain e Tevez da una parte; Pato e Neymar dall'altra:  i suoi celebrati campioni deludono, incapaci di fare la differenza. Messi è all'ennesima stecca della carriera in nazionale. Qualsiasi paragone con Maradona risulta sempre più fuori luogo: il Pibe de oro era capace di cambiare da solo le partite, la Pulce rende solo nel Barcellona dove è inserito in un gioco supercollaudato. Dettagli che distinguono i veri fuoriclasse che non ci sono più, dagli attuali buoni giocatori.

Valentino e la Ducati a fondo. Di chi è la colpa?

Arrivati al giro di boa lo si può dire: l'unione tra Valentino e la Rossa sinora non funziona per niente. In nove gare un solo podio a Le Mans per lo più ottenuto grazie alla sportellate che si erano dati Pedrosa e Lorenzo. Mai cosi male  Rossi e la Rossa. Quando le cose cose vanno così a rovescio difficile pensare che la colpa sia solo di uno dei due. Il week-end del Sachsering è lo specchio della stagione del Dottore: qualifiche in un cui non si cava un ragno dal buco, premessa di una gara passata ad arrancare nelle retrovie. Risultato finale: nono posto battuto in volata da Bautista e Hayden, due onesti centauri non certo dei fenomeni. Va bene, la moto non sarà il massimo ma farsi dare la paga dalla Suzuki e dal compagno di squadra significa che qualcosa non va nella testa e nel manico del pilota. E poi Valentino perde anche nel copro a corpo, sua antica specialità.
Vale è l'uomo che sussurrava alle moto: nella sua prima gara in Yamaha a Welkom nel 2004, batte l'odiato Biaggi e si ferma a baciare la livrea della sua M1. La Ducati invece è un cavallo perennemente bizzoso, poco sensibile a simili carinerie. Per lei ci vuole un pilota domatore alla Capirossi dei tempi d'oro o alla Stoner.
In una coppia con caratteri così diversi uno dei due dovrebbe adattarsi: ma nè il Dottore nè la Rossa sembrano tipini da compromessi

sabato 16 luglio 2011

Tour: Pirenei grigi per i grandi, Voeckler resta in giallo

Primo bilancio del Tour alla fine dei Pirenei. Di spettacolo se ne è visto pochino, con i pretendenti alla maglia gialla impegnati a controllarsi è riuscito a fare un figurone anche una seconda linea come Voeckler che mantiene il primato: impossibile pronosticarlo all'inizio della terribile tre giorni pirenaica. A conti fatti l'azione più eclatante l'ha regalata Thor Hushovd che con i suoi 80 chili da velocista ha superato la salita mito dell'Aubisque per poi staccare tutti e vincere a Lourdes. Miracoli da campione del mondo!
Contador non è quello del Giro: arranca, ma ha salvato la gamba grazie anche ai fratelli Schleck che  in due non sinora non sono riusciti a mettere insieme metà della personalità dello spagnolo: Andy fa gli scattini di  50 metri e pois si ferma a vedere l'effetto che fa; Franck ha fatto una sola progressione, ha preso venti secondi e poi si è accontentato. Il micione Cadel  Evans pensa a difendersi e attende la crono di Grenoble: facendo male i calcoli ha già preso due Tour nel passato.
Abbiamo due italiani in classifica: Basso e Cunego, Manna dal cielo in questi tempi di magra per il pedale azzurro! Entrambi benissimo a Luz Ardiden, meno brillanti a Plateaau de Beille. Sopratutto il veronese che ha perso quaranta secondi; Basso oggi è apparso più legnoso e in continua sofferenza dinanzi agli scatti degli avversari ma una volta capito che non era giornata si è salvato conducendo in progressione il gruppo dei big per quasi tutta l'ultima salita.
Da martedì arrivano le Alpi:  si chiede un poco più di coraggio ai capitani che vogliono cullare il sogno in giallo verso Parigi. Il coraggio è una merce che all'alsaziano Voeckler non è mai mancata.

lunedì 4 luglio 2011

Djokovic numero 1 e re di Wimbledon. Confronto con Federer e Nadal

Novak Djokovic vince Wimbledon battendo in finale Nadal in 4 set. Con la prestigiosa vittoria sull'erba londinese Nole conferma quanto dice la classifica: in questo momento è lui il tennista più forte. Djokovic  per caratteristiche tecniche non è certo un erbivoro ma i suoi successi di fondano su una condizione fisica  straripante e su una velocità di palla nello scambio  da fondo campo che nessuno è in grado di contrastare come conferma il ruolino di marcia del 2011 con una sola sconfitta a fronte di 49 incontri giocati.
Facendo un confronto con  Nadal e Federer, gli altri due fuoriclasse del circuito, Djokovic è certamente il più solido mentalmente e riesce a tenere una costanza di gioco ad altissimo livello quasi disumana.  Nadal, che ha sempre fondato i suoi trionfi sullo strapotere fisico, si trova ora un avversario che lo batte sul suo stesso terreno e non sembra avere nè i mezzi tecnici nè la fantasia per modificare con efficacia il suo stile di gioco. Federer dei tre è quello che possiede di gran lunga maggior talento tennistico, e quindi ha le soluzioni tecniche per battere entrambi i suoi due rivali. Ma è inferiore come velocità di palla e tenuta atletica, ragion per cui, da un po' di tempo a questa parte, perde la maggior parte degli incontri sia con Nadal che con Djokovic

Taekwondo: Sarmiento si qualifica per le olimpiadi di Londra

Il vicecampione olimpico di taekwondo a Pecnino Mauro Sarmiento ha ottenuto la quualificazione per i giochi di Londra. Nel torneo di qualificazione a Baku in Azerbaidjan Sarmineto ha battuto nella finale per il terzo posto lo spagnolo Nicolas Garcia Hemme 6-5. I primi tre posti del torneo garantivano il pass olimpico e dunque Sarmiento è il primo atleta azzurro del taekwondo a garantirsi la partecipazione perla rassegna a cinque cerchi.